Diventare insegnante nel 2026 significa orientarsi in un sistema composto da più passaggi: titolo di studio, classi di concorso, CFU, percorsi abilitanti, concorsi, graduatorie GPS e supplenze.
Il percorso non è uguale per tutti. Cambia in base al grado scolastico in cui si vuole insegnare, al titolo posseduto, alla classe di concorso, all’eventuale servizio già svolto e alla presenza o meno di un’abilitazione.
Per questo motivo, prima di iscriversi a corsi, master o certificazioni, è necessario costruire una strategia. L’errore più comune è partire dal corso più veloce o più economico senza verificare se sia davvero utile per il proprio obiettivo. Una scelta sbagliata può far perdere tempo, denaro e opportunità in graduatoria.
Questa guida raccoglie in un’unica pagina tutto ciò che serve sapere per impostare correttamente il percorso docente nel 2026: come verificare il titolo di accesso, quali percorsi abilitanti scegliere, come funziona il concorso docenti PNRR, cosa sono le GPS 2026-2028, come aumentare il punteggio e come gestire le supplenze.
1. Diventare insegnante nel 2026: da dove iniziare
Il primo passo per diventare insegnante è capire quale scuola si vuole raggiungere.
Chi vuole insegnare nella scuola dell’infanzia o primaria segue un percorso diverso rispetto a chi vuole insegnare nella scuola secondaria di primo o secondo grado.
Per la scuola secondaria, il punto di partenza è la classe di concorso. La classe di concorso identifica l’insegnamento a cui si può accedere in base alla laurea e agli eventuali CFU richiesti in determinati settori scientifico-disciplinari.
Esempio pratico: due candidati possono avere entrambi una laurea magistrale, ma non necessariamente accedere alle stesse classi di concorso. Alcuni titoli richiedono integrazioni universitarie. Altri sono validi solo se conseguiti entro determinate condizioni. Altri ancora possono essere coinvolti da revisioni o accorpamenti delle classi di concorso.
La sequenza corretta dovrebbe essere questa:
- verificare il proprio titolo di studio;
- individuare le classi di concorso accessibili;
- controllare eventuali CFU mancanti;
- capire se serve un percorso abilitante;
- valutare concorso, GPS e supplenze;
- scegliere titoli aggiuntivi utili per il punteggio.
Partire da questa analisi evita un problema molto frequente: acquistare certificazioni o percorsi formativi prima di sapere se saranno realmente spendibili.
2. Titolo di studio e classi di concorso
La classe di concorso è uno degli elementi più importanti del percorso docente. Indica quali materie si possono insegnare e in quale grado scolastico.
Per accedere a una classe di concorso bisogna possedere il titolo previsto dalla normativa. In molti casi, oltre alla laurea, servono specifici CFU in determinati ambiti disciplinari.
Questa verifica è particolarmente importante per chi:
- – ha una laurea vecchio ordinamento;
- – ha una laurea magistrale recente;
- – ha titoli conseguiti all’estero;
- – vuole cambiare ambito disciplinare;
- – vuole accedere a più classi di concorso;
- – deve inserirsi o aggiornarsi in GPS;
- – vuole partecipare a un concorso docenti.
Nel 2026 assume particolare rilevanza anche il tema delle classi di concorso accorpate. Alcune classi sono state revisionate e aggiornate, con effetti su denominazioni, codici, requisiti e accesso ai ruoli.
Se la tua classe è stata modificata o accorpata, consulta la guida sulle classi di concorso accorpate prima di scegliere GPS, concorso o percorso abilitante.
Questo non significa che tutti possano insegnare automaticamente più materie. La verifica del titolo resta obbligatoria.
Un candidato dovrebbe quindi chiedersi:
- – la mia laurea dà accesso alla classe di concorso che mi interessa?
- – ho tutti i CFU richiesti?
- – la classe è stata modificata o accorpata?
- – il mio titolo resta valido secondo la normativa aggiornata?
- – posso inserirmi in GPS per questa classe?
- – posso partecipare al concorso per questa classe?
Solo dopo questa verifica ha senso scegliere il percorso successivo.
3. Percorsi abilitanti docenti: 60 CFU, 30 CFU e 36 CFU
Nel 2026 l’abilitazione all’insegnamento è uno snodo centrale. Per la scuola secondaria, i percorsi universitari e accademici di formazione iniziale permettono di conseguire l’abilitazione, ma non tutti i candidati devono frequentare lo stesso percorso.
I percorsi più ricercati sono:
- – percorso abilitante da 60 CFU;
- – percorso da 30 CFU;
- – percorso da 36 CFU;
- – 30 CFU ex art. 13;
- – percorsi di completamento per vincitori di concorso.
Per approfondire differenze, destinatari e requisiti, leggi la guida completa sui percorsi abilitanti 30, 36 e 60 CFU.
La scelta dipende dalla situazione personale del candidato.
Percorso abilitante da 60 CFU
Il percorso da 60 CFU è il canale ordinario per chi deve conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria e non rientra in casistiche specifiche.
È pensato per chi parte da una laurea coerente con una classe di concorso e deve completare la formazione iniziale prevista per l’accesso alla professione docente.
Di norma comprende attività formative, laboratori, tirocinio e prova finale. È il percorso più completo e strutturato, ma anche quello che richiede maggiore programmazione.
Percorso da 30 CFU
Il percorso da 30 CFU può avere funzioni diverse. Ed è proprio qui che molti candidati si confondono.
Non esiste un solo “30 CFU”. In base al profilo del candidato, i 30 CFU possono riguardare:
- – docenti già abilitati che vogliono ottenere un’ulteriore abilitazione;
- – docenti specializzati sul sostegno;
- – vincitori di concorso che devono completare il percorso;
- – candidati rientranti in specifiche casistiche transitorie.
Prima di iscriversi bisogna quindi capire quale “30 CFU” si sta scegliendo e se è compatibile con la propria situazione.
Percorso da 36 CFU
Il percorso da 36 CFU riguarda in particolare candidati che avevano già acquisito i 24 CFU entro i termini previsti e devono completare il percorso secondo le regole transitorie.
Non è un percorso sostitutivo valido per chiunque. È destinato a profili specifici. Per questo è necessario verificare attentamente requisiti, titolo di accesso e classe di concorso.
30 CFU ex art. 13
I 30 CFU ex art. 13 sono pensati soprattutto per chi possiede già un’abilitazione o una specializzazione e vuole conseguire un’ulteriore abilitazione.
Se sei già abilitato o specializzato, approfondisci requisiti e vantaggi dei 30 CFU ex art. 13.
Sono molto utili per chi è già nel mondo scuola e vuole ampliare le proprie possibilità professionali.
Esempio: un docente già abilitato in una classe di concorso può voler ottenere una seconda abilitazione in un’altra classe coerente con il proprio titolo. Oppure un docente specializzato sul sostegno può voler rafforzare anche la propria posizione sul posto comune.
Questa scelta può essere strategica perché aumenta la flessibilità professionale e può aprire più opportunità nelle graduatorie, nei concorsi e nella mobilità.
4. Quale percorso abilitante scegliere?
La scelta del percorso abilitante non deve basarsi solo sulla durata. Un percorso più breve non è automaticamente quello giusto.
Per scegliere correttamente bisogna rispondere a cinque domande:
- Ho già un’abilitazione?
- Ho già una specializzazione sul sostegno?
- Ho conseguito i 24 CFU entro i termini utili?
- Sono vincitore di concorso e devo completare il percorso?
- La mia classe di concorso è attiva presso l’università scelta?
Se il candidato parte da zero, il percorso ordinario più probabile è quello da 60 CFU. Se invece possiede già titoli, abilitazioni, servizio o una posizione concorsuale specifica, potrebbe rientrare nei percorsi da 30 o 36 CFU.
L’errore da evitare è iscriversi senza aver prima verificato il proprio profilo. Una verifica preventiva permette di evitare percorsi non coerenti, titoli non utilizzabili o iscrizioni non strategiche.
5. Concorso docenti PNRR: come funziona
Il concorso docenti PNRR è uno dei principali canali per entrare nella scuola statale a tempo indeterminato.
Per prepararti in modo più completo, leggi l’approfondimento sul concorso docenti PNRR, con requisiti, prove e titoli valutabili.
La struttura della procedura prevede generalmente:
- – prova scritta;
- – prova orale;
- – eventuale prova pratica per specifiche classi di concorso;
- – valutazione dei titoli.
La prova scritta non misura solo la conoscenza disciplinare. Può riguardare competenze pedagogiche, psicopedagogiche, didattiche, digitali, linguistiche e normative.
La prova orale valuta la capacità del candidato di progettare e gestire un’attività didattica, oltre alla padronanza della disciplina.
La valutazione dei titoli può incidere sul punteggio finale. Per questo è importante costruire in anticipo un profilo completo, con titoli coerenti e realmente valutabili.
Tra gli elementi che possono rafforzare il profilo rientrano, quando previsti dalle tabelle:
- – abilitazioni;
- – servizio scolastico;
- – titoli universitari;
- – specializzazioni;
- – certificazioni linguistiche;
- – certificazioni informatiche;
- – master e corsi di perfezionamento.
Prepararsi al concorso non significa quindi studiare solo la materia. Significa costruire un profilo docente completo.
6. Vincitori concorso PNRR: quale percorso devono frequentare?
I vincitori del concorso PNRR non si trovano tutti nella stessa situazione.
Alcuni sono già abilitati. Altri hanno partecipato con requisiti transitori. Altri ancora devono completare il percorso di formazione per conseguire l’abilitazione.
Per questo motivo, il percorso successivo al concorso dipende dal requisito con cui il candidato ha partecipato.
Un vincitore potrebbe dover frequentare:
- – un percorso da 30 CFU;
- – un percorso da 36 CFU;
- – un percorso di completamento specifico;
- – nessun percorso aggiuntivo, se già pienamente abilitato secondo le regole previste.
Per capire quale percorso completare dopo la vittoria, leggi la guida sui vincitori concorso PNRR e percorsi abilitanti.
Il candidato dovrebbe ricostruire con precisione la propria posizione:
- – con quale titolo ha partecipato?
- – era già abilitato?
- – aveva i 24 CFU?
- – ha servizio utile?
- – qual è la classe di concorso?
- – quale percorso è richiesto per completare l’abilitazione?
Anche in questo caso, il punto decisivo è non dare nulla per scontato. Superare il concorso non significa automaticamente avere lo stesso iter di tutti gli altri vincitori.
7. GPS 2026-2028: cosa sono e perché sono importanti
Le GPS 2026-2028 sono le Graduatorie Provinciali per le Supplenze valide per il biennio scolastico 2026/27 e 2027/28.
Per approfondire fasce, domanda, titoli e punteggio, leggi la guida completa sulle GPS 2026-2028.
Sono uno degli strumenti più importanti per chi vuole lavorare nella scuola come supplente.
Attraverso le GPS vengono assegnati incarichi:
- – annuali;
- – fino al termine delle attività didattiche;
- – su posto comune;
- – su sostegno, in base ai requisiti;
- – in base alla provincia scelta e alla posizione in graduatoria.
Le GPS si articolano in fasce. In generale, la prima fascia riguarda gli aspiranti abilitati o specializzati, mentre la seconda fascia riguarda candidati non abilitati ma in possesso del titolo di accesso.
L’inserimento o aggiornamento in GPS è una fase delicata perché ogni elemento dichiarato può incidere sul punteggio.
Gli errori più frequenti sono:
- – scegliere una classe di concorso sbagliata;
- – dichiarare titoli non valutabili;
- – dimenticare titoli validi;
- – inserire male il servizio;
- – non verificare i CFU;
- – scegliere una provincia senza strategia;
- – confondere preferenze, riserve e titoli.
Le GPS non sono una semplice pratica amministrativa. Sono uno strumento di posizionamento professionale.
8. Come aumentare il punteggio GPS
Aumentare il punteggio GPS è uno degli obiettivi principali degli aspiranti docenti.
Per una strategia pratica, consulta la guida su come aumentare il punteggio GPS con master, certificazioni e titoli valutabili.
Un punteggio più alto può migliorare la posizione in graduatoria e aumentare le possibilità di ottenere incarichi di supplenza. Tuttavia, non tutti i titoli hanno lo stesso valore e non tutti sono sempre valutabili.
La strategia corretta è scegliere titoli che siano:
- riconosciuti;
- coerenti con la tabella di valutazione;
- utili per il profilo professionale;
- spendibili nel tempo;
- compatibili con la propria graduatoria.
Prima di scegliere corsi o certificazioni, è utile verificare quali sono i titoli valutabili GPS e quali possono davvero migliorare il punteggio.
Master universitari
I master sono tra i titoli più utilizzati per rafforzare il punteggio. Possono essere utili se rispettano i requisiti previsti e se sono effettivamente valutabili nella graduatoria di riferimento.
Prima di iscriversi è bene verificare CFU, durata, ente erogatore e spendibilità.
Certificazioni informatiche
Le competenze digitali sono ormai centrali nella scuola. Le certificazioni informatiche possono rafforzare sia il punteggio, quando valutabili, sia il curriculum professionale.
Sono particolarmente utili per chi vuole dimostrare competenze nell’uso consapevole degli strumenti digitali per la didattica.
Certificazioni linguistiche
Le certificazioni linguistiche, in particolare inglese B2, C1 e C2, possono essere strategiche. Oltre all’eventuale punteggio, dimostrano una competenza sempre più richiesta nella scuola.
CLIL
Il CLIL può essere un titolo utile in alcuni profili, quando previsto dalle tabelle e quando coerente con il percorso del candidato. Non dovrebbe però essere scelto automaticamente solo perché associato al punteggio: va valutato in base alla graduatoria, ai requisiti e agli obiettivi personali.
Servizio scolastico
Il servizio è uno degli elementi più rilevanti nel punteggio GPS. Accettare supplenze può permettere di maturare esperienza concreta e aumentare il punteggio nel tempo.
La strategia migliore non è collezionare corsi casuali, ma costruire un profilo equilibrato tra titoli culturali, competenze digitali, competenze linguistiche e servizio.
9. Classi di concorso accorpate: cosa cambia per le GPS
Il tema delle classi di concorso accorpate è importante per chi si inserisce o aggiorna nelle GPS.
L’accorpamento o la revisione delle classi può comportare modifiche a:
- – codici;
- – denominazioni;
- – corrispondenze;
- – titoli di accesso;
- – abilitazioni;
- – procedure concorsuali;
- – inserimento in graduatoria.
Tuttavia, l’accorpamento non elimina automaticamente i requisiti. Anche se una classe è stata aggiornata o unita ad altre, il candidato deve sempre verificare il titolo di studio e gli eventuali CFU richiesti.
Chi era già inserito in una vecchia classe deve controllare la corrispondenza con la nuova denominazione. Chi si inserisce per la prima volta deve evitare di scegliere la classe solo in base al nome, senza verificare il codice e i requisiti.
La regola pratica è semplice: prima si controlla il titolo di accesso, poi si valuta la graduatoria.
10. Servizio civile e GPS: punteggio o riserva?
Il servizio civile è spesso oggetto di confusione.
Molti candidati si chiedono se dia punteggio nelle GPS. Il punto fondamentale è questo: il servizio civile non è servizio scolastico e non va dichiarato come se fosse una supplenza.
In alcuni casi può rilevare come titolo di riserva, se previsto dalle regole della procedura e se correttamente dichiarabile. Ma riserva e punteggio non sono la stessa cosa.
Il punteggio aumenta la posizione numerica in graduatoria. La riserva può incidere sulle nomine secondo specifiche condizioni, ma non equivale a punti aggiuntivi.
Gli errori da evitare sono:
- – dichiarare il servizio civile come servizio di insegnamento;
- – attribuirsi punteggio non previsto;
- – confondere riserva e preferenza;
- – dichiarare servizi non validi;
- – non conservare la documentazione.
Prima di inserirlo nella domanda GPS, bisogna verificare attentamente la tipologia di servizio civile svolto e le indicazioni della procedura.
Per evitare errori nella domanda, consulta l’approfondimento su servizio civile e GPS: quando vale come riserva e cosa non bisogna sbagliare.
11. Supplenze scuola: come funzionano convocazioni, graduatorie e rinunce
Le supplenze sono il principale canale di ingresso nella scuola per molti aspiranti docenti.
Per approfondire convocazioni, preferenze e conseguenze delle rinunce, leggi la guida sulle supplenze scuola.
Le supplenze permettono di lavorare, maturare servizio e costruire punteggio. Ma richiedono attenzione, perché una scelta superficiale delle preferenze può portare a problemi durante l’anno scolastico.
Le supplenze possono essere:
- – annuali;
- – fino al termine delle attività didattiche;
- – brevi e temporanee;
- – su posto comune;
- – su sostegno.
Le supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche vengono generalmente gestite attraverso graduatorie provinciali e procedure informatizzate. Le supplenze brevi sono spesso gestite dalle scuole tramite graduatorie d’istituto o altri canali previsti.
La convocazione dipende da:
- – posizione in graduatoria;
- – punteggio;
- – disponibilità dei posti;
- – preferenze espresse;
- – classe di concorso;
- – provincia scelta.
La compilazione delle preferenze è quindi una fase strategica. Non bisogna inserire scuole, comuni o distretti che non si è realmente disposti a raggiungere.
La rinuncia può comportare conseguenze. Le sanzioni cambiano in base alla procedura, alla tipologia di supplenza e al momento in cui si rinuncia. Per questo è importante leggere attentamente le istruzioni operative prima di inviare la domanda.
12. Strategia consigliata per aspiranti docenti nel 2026
Chi vuole diventare insegnante nel 2026 dovrebbe evitare un approccio improvvisato.
La strategia più efficace è costruire un percorso in cinque fasi.
Fase 1: verifica del titolo
Prima di tutto bisogna controllare laurea, classe di concorso e CFU. Senza questa verifica, ogni scelta successiva rischia di essere sbagliata.
Fase 2: scelta dell’obiettivo
Il candidato deve capire se vuole puntare a:
- – supplenze;
- – abilitazione;
- – concorso;
- – sostegno;
- – seconda abilitazione;
- – aumento del punteggio GPS.
Ogni obiettivo richiede scelte diverse.
Fase 3: percorso abilitante
Una volta chiarito il profilo, si sceglie il percorso corretto: 60 CFU, 30 CFU, 36 CFU, 30 CFU ex art. 13 o percorso di completamento.
Fase 4: rafforzamento del punteggio
Master, certificazioni digitali, certificazioni linguistiche e altri titoli valutabili possono essere utili, ma solo se scelti in modo coerente e valutabile.
Fase 5: inserimento in GPS e gestione supplenze
La domanda GPS va compilata con precisione. Anche la scelta della provincia e delle preferenze deve essere ragionata, perché può influire concretamente sulle possibilità di incarico.
13. Il ruolo delle competenze digitali nel percorso docente
Le competenze digitali sono diventate una parte essenziale del profilo docente.
La scuola richiede insegnanti capaci di usare strumenti digitali per progettare lezioni, gestire materiali, valutare apprendimenti, comunicare con studenti e famiglie e favorire inclusione.
Per questo motivo, le certificazioni informatiche possono avere una doppia funzione:
- rafforzare il curriculum;
- contribuire al punteggio, quando previsto dalle tabelle di valutazione.
Per docenti e aspiranti docenti, scegliere certificazioni riconosciute è importante. Non basta frequentare un corso generico: serve un titolo spendibile, chiaro e coerente con il proprio obiettivo.
Le competenze digitali non dovrebbero essere viste solo come un modo per ottenere punteggio, ma come un investimento professionale per lavorare meglio nella scuola contemporanea.
14. Errori da evitare
Nel percorso per diventare insegnante, gli errori più frequenti sono:
- – non verificare la classe di concorso;
- – non controllare i CFU richiesti;
- – scegliere un percorso abilitante non adatto;
- – acquistare certificazioni non valutabili;
- – confondere punteggio e riserva;
- – dichiarare male il servizio;
- – scegliere la provincia GPS senza strategia;
- – compilare le preferenze per le supplenze in modo automatico;
- – sottovalutare il concorso;
- – non aggiornarsi sulle nuove disposizioni.
Il problema non è solo burocratico. Ogni errore può incidere su graduatoria, punteggio, convocazioni e possibilità di lavoro.
15. Conclusione: diventare insegnante richiede strategia
Diventare insegnante nel 2026 è possibile, ma richiede metodo.
Non basta avere una laurea. Non basta iscriversi a un corso. Non basta inserirsi in GPS. Serve una strategia costruita su titolo di studio, classe di concorso, abilitazione, punteggio, concorso e supplenze.
Il percorso migliore è quello personalizzato: ogni candidato deve capire da dove parte e quale obiettivo vuole raggiungere.
Chi parte da zero dovrà probabilmente concentrarsi su verifica del titolo, classe di concorso e percorso abilitante ordinario. Chi è già docente potrà valutare seconda abilitazione, 30 CFU ex art. 13, aggiornamento GPS e titoli aggiuntivi. Chi punta alle supplenze dovrà lavorare su punteggio, provincia e preferenze. Chi punta al ruolo dovrà prepararsi seriamente al concorso.
La scelta più intelligente è non procedere a tentativi. Una consulenza orientativa può aiutare a individuare il percorso corretto, evitare errori e costruire un profilo più competitivo.
FAQ
Come si diventa insegnante nel 2026?
Per diventare insegnante bisogna verificare il titolo di studio, individuare la classe di concorso, integrare eventuali CFU mancanti, conseguire l’abilitazione quando richiesta, inserirsi nelle graduatorie GPS per le supplenze e partecipare ai concorsi per il ruolo.
La laurea basta per insegnare?
Non sempre. Per la scuola secondaria bisogna verificare se la laurea dà accesso alla classe di concorso e se sono richiesti CFU specifici.
Cosa sono i 60 CFU?
I 60 CFU sono il percorso ordinario di formazione iniziale e abilitazione per chi vuole insegnare nella scuola secondaria e non rientra in casistiche specifiche.
A chi servono i 30 CFU?
I 30 CFU possono servire a profili diversi: docenti già abilitati, docenti specializzati, vincitori di concorso o candidati in percorsi transitori. Bisogna verificare il caso specifico.
Cosa sono i 30 CFU ex art. 13?
Sono percorsi rivolti soprattutto a chi possiede già un’abilitazione o una specializzazione e vuole conseguire un’ulteriore abilitazione.
Cosa sono le GPS 2026-2028?
Sono le Graduatorie Provinciali per le Supplenze valide per il biennio scolastico 2026/27 e 2027/28. Servono per l’assegnazione di incarichi di supplenza.
Come aumentare il punteggio GPS?
Si può aumentare con titoli valutabili, servizio scolastico, master, certificazioni linguistiche, certificazioni informatiche, abilitazioni e specializzazioni, se previsti dalle tabelle ufficiali.
Il servizio civile dà punteggio GPS?
In generale non va considerato servizio scolastico. Può rilevare come titolo di riserva nei casi previsti, ma non equivale automaticamente a punteggio.
Le classi di concorso accorpate permettono di insegnare più materie?
Non automaticamente. Bisogna sempre verificare titolo di studio, CFU richiesti e corrispondenza normativa.
Le certificazioni informatiche sono utili per docenti e GPS?
Sì, possono essere utili per rafforzare il curriculum e, quando previste dalle tabelle di valutazione, contribuire al punteggio. È importante scegliere certificazioni riconosciute e realmente spendibili.
Leggi anche
- – Percorsi abilitanti 30, 36 e 60 CFU: guida completa
- – GPS 2026-2028: fasce, punteggio e domanda
- – Come aumentare il punteggio GPS con master, certificazioni e titoli
- – Titoli valutabili GPS: quali corsi e certificazioni possono migliorare il punteggio
- – Supplenze scuola: convocazioni, GPS, graduatorie e rinunce
- – Concorso docenti PNRR: requisiti, prove e titoli
- – Vincitori concorso PNRR e percorsi abilitanti
- – 30 CFU ex art. 13: requisiti e guida per docenti
- – Classi di concorso accorpate: cosa cambia per GPS, concorsi e abilitazione
- – Servizio civile e GPS: quando vale come riserva
Fonti ufficiali e riferimenti utili
Le informazioni presenti in questa guida sono state elaborate a partire da fonti istituzionali e riferimenti ufficiali del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Prima di presentare domande, iscrizioni o istanze, è sempre consigliabile verificare gli avvisi aggiornati sui portali ufficiali.
MUR – Decreto Ministeriale n. 138 del 27 gennaio 2026
Decreto relativo ai percorsi universitari e accademici di formazione iniziale e abilitazione dei docenti.
https://www.mur.gov.it/sites/default/files/2026-01/Decreto%20Ministeriale%20n.%20138%20del%2027-01-2026.pdf
MUR – Autorizzazione posti per percorsi di formazione iniziale docenti a.a. 2025/2026
Comunicato sull’autorizzazione di circa 60.000 posti per i percorsi di formazione iniziale e abilitazione.
https://www.mur.gov.it/it/news/mercoledi-28012026/universita-mur-autorizza-circa-60000-posti-i-percorsi-di-formazione
MIM – Graduatorie provinciali e di istituto per le supplenze 2026/2028
Pagina ufficiale dedicata alle GPS per gli anni scolastici 2026/27 e 2027/28.
https://www.istruzione.it/graduatoriedistituto26-28/index.html
MIM – Informazioni GPS 2026/2028
Sezione informativa sulle graduatorie provinciali e di istituto per le supplenze.
https://www.istruzione.it/graduatoriedistituto26-28/informazioni.html
MIM – Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026
Ordinanza relativa all’aggiornamento e rinnovo delle GPS e delle graduatorie di istituto 2026/2028.
https://www.mim.gov.it/-/ordinanza-ministeriale-n-27-del-16-febbraio-2026
MIM – Concorso ordinario docenti scuola secondaria di primo e secondo grado
Pagina istituzionale dedicata alla procedura concorsuale ordinaria per la scuola secondaria.
https://www.mim.gov.it/concorso-ordinario-2025-scuola-secondaria-di-primo-e-secondo-grado
MIM – Decreto Ministeriale n. 255 del 22 dicembre 2023
Revisione e aggiornamento delle classi di concorso per la scuola secondaria.
https://www.mim.gov.it/-/decreto-ministeriale-n-255-del-22-dicembre-2023
MIM – Ministero dell’Istruzione e del Merito
Portale ufficiale per comunicati, bandi, decreti e aggiornamenti sulla scuola.
https://www.mim.gov.it/
MUR – Ministero dell’Università e della Ricerca
Portale ufficiale per decreti, comunicati e aggiornamenti sui percorsi universitari e accademici.
https://www.mur.gov.it/
Istanze Online – Ministero dell’Istruzione e del Merito
Portale per la presentazione delle domande e delle istanze telematiche.
https://www.istruzione.it/polis/Istanzeonline.htm
NoiPA
Portale ufficiale per cedolino, stipendi e servizi amministrativi del personale scolastico.
https://noipa.mef.gov.it/




